La musica delle parole.

“Una vita passata a fuggire, finchè un giorno qualcuno non ti chiede di restare.”

copmusicaparole

Il libro di Emily St. John Mandel, intitolato “La musica delle parole“, si presentava ai miei occhi con questa citazione scritta su una fascia intorno al libro. Mi ha incuriosito e ho voluto provare ad immergermi in un romanticismo un po’ diverso. Non voglio dire che il libro non mi sia piaciuto, perchè non sarebbe del tutto vero. Tuttavia, la citazione credo mi abbia sviato. Insomma mi aspettavo (SPOILER) che lei restasse, invece lei non resta!! Che senso ha dire “una vita passata a fuggire finchè qualcuno non ti chiede di restare”, se poi la protagonista continua per la sua strada? Ma andiamo per gradi, forse sto correndo troppo.

La storia racconta la vita di Lilia, che da bambina viene rapita dal padre e da allora i due scappano insieme. Il racconto non procede linearmente, ma c’è un continuo intreccio di eventi che non coinvolgono solo Lilia, ma anche Eli, Michaela, e un investigatore privato. Vengono sparsi indizi qua e là, finchè alla fine ci viene spiegato che la madre di Lilia l’aveva lanciata dalla finestra a 7 anni e lasciata infreddolita nella neve. Il fratello l’aveva riportata in casa, prima di chiamare il padre della bambina per convincerlo a inscenare un finto rapimento. Indubbiamente il padre è stato un bene per Lilia, ma non ha saputo insegnarle a restare. Il suo viaggio ad un certo punto si ferma, quando trova una barista con cui desidera finire il resto dei suoi giorni. Lilia, però, non è disposta a fermarsi e continua a viaggiare. Non riusciranno a fermarla ne Michaela, figlia dell’investigatore privato, ne Eli, il suo ultimo ragazzo. Eli intraprende un viaggio per il Canada solo per ritrovarla, una volta rintracciato da Michaela. I due saranno l’espediente per farci consegnare dall’autrice gli ultimi pezzi del puzzle.

Alla fine Eli non riesce a convincere Lilia a restare, e Michaela, troppo sola e depressa, si suicida. Lilia sente così il bisogno di chiudere con il passato, chiudere con le liste dei nomi e dei paesi cambiati negli anni, e ricominciare a vivere. Si sposerà infatti con un italiano, forse era destino che non stesse con Eli.

La scrittrice parla molto spesso delle lingue che ci sono al mondo, e di tutte quelle destinate a scomparire, ma allo stesso tempo fa luce su quelle vive, che sopravvivranno a questi tempi. Eli non ha avuto occasione di esprimere le sue parole, di fare un discorso a cuore aperto a Lilia, che lo ha lasciato all’improvviso. Ma forse doveva andare così. Forse la lingua del loro vecchio amore era destinata a scomparire, per questo non potevano ascoltare la musica di quelle parole, perchè non c’era più niente da ascoltare.

Il romanzo mi ha fatto capire che non c’è bisogno sempre di insistere. Che, in fondo, la verità è sempre davanti ai nostri occhi e che siamo troppo orgogliosi e testardi per capirla. Se la nostra vita non va, siamo noi che abbiamo ingranato la marcia sbagliata. A volte bisogna dare un taglio netto, per poter fare un salto di qualità.

Non avrei voluto dilungarmi ma fa bene riflettere su questioni importanti, ogni tanto 😉

Voi cosa ne pensate? Se avete voglia di condividere questo pensiero con me, lasciate un commento!

Ca 🙂

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