Per dieci minuti.

Chiara Gamberale: un nome, una leggenda.
Ho sempre desiderato leggere un suo libro perchè i titoli e le copertine sono delle calamite e allora finalmente mi sono buttata a capofitto su “Per dieci minuti” e se volessi descriverlo con una sola parola, questa sarebbe: carino.

Carino perchè il libro non è nè WOW, nè bleah!

La storia mi è piaciuta perchè fondamentalmente il filo conduttore è intessuto con quei dieci minuti che la protagonista, Chiara, deve impegnare ogni giorno nel fare qualcosa che non ha mai fatto. È stato, quindi, piacevole ritrovarsi, con lei, in quel tempo, ad essere audaci, ad essere avventurosi, ad avere il coraggio di eliminare i propri limiti. Di volta in volta poi nasceva la curiosità dei dieci minuti del giorno dopo. Cosa si sarebbe inventata Chiara? Sarebbe riuscita a riconquistare il proprio Primario, così viene indicata l’Anima, in virtù del briciolo di bene che prova verso se stessa? Sarebbe riuscita a porre fine al suo matrimonio? Ebbene sì, Chiara al termine del mese in cui ha provato questo gioco ha raggiunto delle nuove consapevolezze. Probabilmente non riuscirà mai a dimenticare l’amore provato per quel ragazzo che 18 anni prima le aveva rubato il cuore, ma comprende che la cosa giusta da fare è proseguire, andare avanti, perchè, come afferma la sua psicologa cambiare è vita e perchè, per citare alcune parole del libro “il meglio della vita sta in tutte quelle esperienze interessanti che ancora ci aspettano”.

Piccola parentesi, anzi, due piccole parentesi, prima di lasciarci:

1. Per tutta la durata del libro non mi sono mai accorta che la protagonista della storia avesse lo stesso nome della scrittrice. Le ultime due pagine per me, quindi, sono state una rivelazione, e nonostante ció non ho capito bene quanto ci sia di vero in tutto il libro. Non so dire per certo, infatti, se la Chiara della storia sia la Chiara Gamberale della realtá in tutto e per tutto. Questa cosa, peró, mi è piaciuta (anche perchè ho un debole per le autobiografie).

2. Un altro motivo per il quale consiglierei questo libro risiede nel fatto che mi è nata la voglia di intraprendere il gioco dei dieci minuti, non so se ne saró mai capace, ma è sempre bello poter fantasticare.

E allora se vi va di giocare, iniziate con il vedere le iniziative di Chiara. C’è qualcuno che ha già letto il libro? Mi fate sapere cosa ne pensate? 

A presto, 

                                                       Anto 🙂

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