La tredicesima storia.

Lo so che è da un po’ che non scrivo, ma quest’ultima lettura mi ha tenuto impegnato e non poco! Sto parlando di La tredicesima Storia di Diane Setterfield.

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Ho cercato di ottenere questo libro spesso, senza avere ogni volta esito positivo. Questo perché, ultimamente, ricevo molti libri tramite scambio, e questo mi incuriosiva molto. A me non piacciono tanto le brossure, le copertine flessibili, ma questa mi attirava. E anche il titolo dava il suo contributo. Non mi aspettavo di leggere ciò che, invece, ho letto. Per alcune settimane ho avuto questo estraneo in libreria, finché non mi sono deciso a prenderlo e a cominciare la mia lettura spassionata.

Non credo di voler raccontare la trama. Certo, vi dirò sommariamente di che si tratta, ma non voglio addentrarmi troppo. Sia perchè non voglio rivelarvi il finale o importanti avvicendamenti, sia perchè, fondamentalmente, è un giallo, e sarebbe stupido cercare di riassumere tutto. Gli indizi, ovviamente, sono sparsi qua e là, e la lettura va assaporata passo passo.

Premetto che il libro mi è piaciuto, ma solo le ultime cento pagine mi hanno davvero entusiasmato. Il romanzo racconta di Margaret Lea, che lavora nella libreria del padre, e che fa dei libri, quindi, la sua vita. Grazie ad un saggio che aveva scritto, è stata rintracciata da un’importantissima scrittrice inglese, nota con il nome di Vida Winter, per scrivere la sua biografia e per rivelare al mondo la verità, tanto anelata, su un tredicesimo racconto mai pubblicato. La Winter, infatti, pubblicò un libro dal titolo “I 13 racconti”, ma alla fine ne scrisse solo dodici, e così ci fu una ristampa, e di questo tredicesimo racconto neanche più l’ombra. Margaret, allora, si reca a casa della scrittrice, di cui capirà come il nome sia, in realtà, solo uno pseudonimo, e comincia a farsi raccontare la sua vita. Man mano che si procede si entrerà sempre più nei meandri di quello che è “un intreccio secondario”, a detta della Winter, e Margaret si immedesima così tanto nella storia, da dimenticarsi la sua. L’obiettivo è quindi capire la verità, scoprirla. Per cui se volete esserne a conoscenza, leggete il libro.

Il libro parte piuttosto lentamente, non è riuscito a prendermi sin da subito. La Setterfield scrive in un modo molto ricercato e colto, che però mi ha dato l’impressione di essere antiquato. A volte ho pensato che non ci sono più scrittori così, e che forse è un peccato. Ma i tempi sono cambiati e così anche il lessico e il modo di esprimersi. Per cui la sua scrittura elimina dal racconto la scorrevolezza e la fluidità, perche così ricca di descrizioni che macinano pagine su pagine, tanto da far dimenticare al lettore il filo del racconto. Però alla fine il giallo è ben riuscito, perchè gli indizi sono stati correttamente disseminati, e per un appassionato vale tanto. È nelle ultime cento pagine che si condensa tutta la verità, per cui non puoi fare altro che leggerle tutte d’un fiato (infatti, sono anche le pagine meno descrittive, ma più dialogate e concise, che arrivano subito al nocciolo della questione e al cuore della storia).

Mi sento di dare 3 stelle a questo libro, ma chissà che voi leggendolo non discordiate dal mio pensiero. Vi invito pertanto a leggerlo, per vedere se, in effetti, la mia impressione sia stata giusta o sbagliata.

Buona lettura, Ca 😉

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. miconsigliunlibro ha detto:

    Mo è stato consigliato da @_macondo e l’ho trovato sublime.

    Piace a 1 persona

    1. Mi fa molto piacere, senza dubbio è un libro rilevante!

      "Mi piace"

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