A sud del confine, a ovest del sole.

È passata un’eternitá, ma alla fine sono riuscita a concludere “A sud del confine, a ovest del sole” di Murakami.


Premetto che Murakami è uno degli scrittori che più amo, eppure questo libro non mi ha preso tantissimo, sará che la lettura è stata spezzettata e prolungata ma è proprio il tema trattato, o meglio il filo conduttore che non mi ha attratto. Ad essere sincera mi ha reso triste in certi momenti e adesso spiego il perchè.Hajime é il protagonista della storia e scrivendo in prima persona, Murakami ha raccontato la vita di Hajime ragazzino, adolescente e poi adulto. Ogni fase é caratterizzata dalla presenza e dal rapporto con una donna, eccetto un lungo periodo di dura e forte solitudine. Il racconto non è lineare peró, sarebbe stato fin troppo banale a questo punto, è un loop, un cane che si morde la coda. Le donne “importanti” ritornano e sconvolgono, mentre sullo sfondo, ci sono donne “senza volto” con cui Hajime vive brevi avventure. Le cose che mi hanno più turbato sono la facilitá con cui Hajime passa da una donna all’altra ed i sentimenti repentini che attraversano il suo cuore e la sua testa. È una piccola banderuola al vento e non è quello che desiderei facesse il mio fidanzato, mai.

Un’altra cosa che vorrei “criticare” è il titolo anzi il modo in cui viene spiegato il titolo. Avete presente quel particolare passo che spiega il perchè del titolo e che vi riempie di gioia leggerlo (almeno a me così è capitato quando lessi “L’eleganza del riccio”)? Ecco questo qui no, era troppo complicata la spiegazione, e, quindi, alla fine non ho capito cosa ci sia a sud del confine e ad ovest del sole; il libro, inoltre, finisce tenendoti con il fiato mozzato. Ci sono tanti libri che terminano con periodi sospesi, permettendo magari anche alla propria immaginazione di divagare, ma pensavo che almeno dopo tutto questo incrociarsi di storie e di vite ci fosse una conclusione decente.

Lo dico con grosso dispiacere ma questo libro per me vale 2 stelline su 5. Voi l’avete letto? Cosa ne pensate? Vi è piaciuto?

Fatemi sapere,

Anto 🙂

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