Dentro soffia il vento

Partiamo dal presupposto che davvero poche sono le cose che mi fanno piangere. Devo ricevere un’emozione molto forte per farlo, e in questo momento sento di poter dire che il mio cuore trabocca d’amore. Mi sento sentimentale, ma non mi dispiace sentirmi innamorato. In fondo viviamo soprattutto per amare, e indirettamente, attraverso Dentro soffia il vento di Francesca Diotallevi, io ho amato.

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Il romanzo si propone di raccontare una serie di vite, in particolare tre, che abitano un piccolo borgo in Valle D’Aosta. Come tutti i piccoli villaggi, anche questo è richiuso in se stesso, le persone vivono professando la Fede di Dio, ma più per paura che per vero amore. Hanno paura di ciò che ignorano, ed è per questo che escludono dalla comunità Fiamma, che ha sempre abitato i boschi. È vista come una strega e come tale viene trattata. L’unico a vederla per quello che è veramente, è Raphael Rosset. Entrambi sono curiosi, attenti osservatori, intelligenti. Diventano amici e vivono l’uno per l’altro. Finché lui parte per la guerra, e lei rimane di nuovo sola. A prendersi cura di lei dovrebbe essere il fratello maggiore di Raphael, Yann, che tuttavia si sente in colpa per il mancato ritorno del fratello dal fronte, e cela il suo amore per lei con un marcato disprezzo. Il nuovo parroco, Don Agape, riuscirà nel frattempo a capire meglio la vita, e a capire il senso di una comunità. Sarà lui stesso a voler riattivare i legami tra le persone, e dovrà far breccia nei loro cuori battendo l’ignoranza e l’ottusità, i falsi miti e la superstizione.

I protagonisti della storia sono appunto tre: Don Agape, Fiamma, Yann. Si alternano i loro punti di vista, e così facendo, l’autrice ci permette di capire a fondo l’animo di ognuno di loro. Il libro è molto scorrevole, ma non mi piace definirla leggera come lettura. Ci sono passi del libro davvero intensi, e quindi per leggerlo bisogna comunque essere predisposti. Lo trovo un romanzo pieno di sentimento e di insegnamenti. Una cosa che penso spesso è che se ci fosse compassione in noi quanta capacità di giudicare il prossimo, saremmo tutti uomini migliori. Raggiungeremmo l’Equilibrio. Fiamma e Yann devono imparare a raggiungerlo subendo varie peripezie, la vita non è facile per nessuno, figuriamoci per Fiamma che vive in solitudine da diciannove anni e per Yann che ha perso un fratello.

Ciò che alla fine è chiaro è che l’unione fa la forza, e in una delle scene finali questo viene reso esplicitamente. Dobbiamo apprezzare chi siamo e chi abbiamo intorno. Cercare di ragionare al di fuori del contesto in cui viviamo, vederlo da una prospettiva esterna. Solo così possiamo essere davvero presenti nella nostra e nella vita degli altri. La scrittrice afferma che il perdono deve esserci per se stessi, altrimenti non riusciremo mai a perdonare gli altri.

Sono molto felice di aver scelto questo libro. Mi ha semplicemente riempito. Per cui lo consiglio a tutti voi e auguro a tutti voi di poter trovare quella persona che si identifichi in voi come il vento che vi soffia dentro.

Vi lascio anche qui una canzone azzeccatissima per questo libro, ma solo leggendolo capirete il perché.

Ca 🙂

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