La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola

Sembra vada di moda in quest’ultimo periodo l’ambientazione parigina, quindi, tra 3..2..1.. catapultiamoci tutti sotto la torre Eiffel per una cenetta romantica.No,no,no. Il libro di cui voglio parlare oggi non racconta di coppiette sdolcinate e mielose, ma di Camille e l’abitudinologia. Abitudi-che?

Tranquilli, ci sono abituata a questa reazione. Si parla di abitudinologia, possibile che non ne abbiate mai sentito parlare? Strano, anch’io sono abitudinologa.

Teatrini a parte, torniamo seri.


Il libro in questione è: “La tua seconda vita comincia quando capisci di averne una sola” (solo trascrivendo il titolo ho riempito mezza pagina), edito da Garzanti, che ringrazio gentilmente per avermi inviato la copia.

È il romanzo di debutto di Raphaëlle Giordano, la quale, per questa opportunità così speciale, ha deciso di discutere o meglio raccontare, in un modo simpatico, leggero e aggiungerei “primaverile”, un tema a lei caro: l’arte di trasformare la vita alla ricerca della strada per la serenitá ed il benessere.

Tutto ha inizio quando, un bel giorno, dopo un piccolo incidente stradale, Camille crolla nella tela del nostro abitudinologo Claude. Egli ha qualcosa di particolare, é come se riuscisse a scavare dentro le persone anche solo con uno sguardo. Camille si sente protetta nell’abbraccio del suo giudizio ed accetta di essere aiutata, questo perchè la sua vita da un bel po’ ha preso una brutta piega. Non si sente soddisfatta della sua giornata, del suo lavoro e tutto il dispiacere si riversa di conseguenza sui rapporti inter-familiari. Con il marito ci sono battibecchi sempre più frequenti, idem con il figlioletto. Malumori su malumori hanno portato Camille all’esasperazione. È pronta, dunque, ad un cambiamento radicale delle sue abitudini, mo ci vuole. Con l’aiuto di Claude, ella inizia piano piano a modificare la sé interiore ed esteriore fino a raggiungere la vetta della felicità e della serenità. Il finale non è per niente scontato, se non mi fermate subito finisco per rovinarvelo. La storia è avvincente, ma ció che rende il libro un vero toccasana é il suo aspetto filosofico/psicologico. Avrei potuto cancellare dalle pagine il nome di Camille ed inserire il mio e sarebbe stato il mio percorso spirituale. All’inizio ci ho anche provato, ma non sapevo di cosa parlare, di cosa scrivere o cosa modificare, forse perchè sono semplicemente contenta della mia vita, peró il vero motivo è che ero troppo ingorda di sapere cosa succedesse per fermarmi a riflettere.

La lettura è davvero piacevole e scorrevole, e la consiglio a chi é curioso di saperne di più riguardo l’abitudinologia ma anche a chi ha bisogno semplicemente di una lettura alternativa e particolare. Le ultime pagine del libro sono dedicate tra l’altro alle diverse tecniche e pratiche citate nel testo, è interessante leggere quei riferimenti e magari farne uso nel presente o nel futuro.

Vi auguro buona lettura nel caso vi abbia convinto. C’è comunque qualcuno che l’ha letto? Pareri?

Fatemi sapere,

Anto 🙂

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Sara ha detto:

    È in wishlist *-* Molto bella la recensione!

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    1. Grazie mille tesoroooo!! Secondo me ti piacerà! Poi mi farai sapere ❤️

      "Mi piace"

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