La fine della solitudine.

Cari amici lettori, oggi sono qui per parlarvi di una nuova scoperta: La fine della solitudine di Benedict Wells.

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Quando la Salani Editore mi ha chiesto se volessi leggerlo ho subito accettato, perchè mi intrigava il fatto di dover leggere un romanzo tedesco. Mi ha davvero entusiasmato, la scelta si è rivelata giusta!

Nel romanzo seguiamo la vita di tre fratelli rimasti orfani nell’infanzia, che devono crescere in un collegio contando solo sulle proprie forze. Il nostro occhio, però, si focalizza su Jules, il minore. Se prima della morte dei genitori era un bambino estroverso, vivace, senza paura, ora che ha perso tutto non si sente poi tanto più sicuro di sè. Il rapporto con i fratelli si è incrinato e non sa cosa fare della sua vita. Crescendo porta con lui questo vuoto, questa incapacità di scegliere la fotografia o la scrittura, due entrambe sue passioni che non riesce a trasformare in un lavoro stabile. E poi arriva Alva, una boccata d’aria fresca, l’unica che per qualche motivo riesce a capirlo. La verità è che anche Alva ha i suoi segreti e le sue debolezze, ma non si sentirà subito pronta a rivelargliele. I due diventano pian piano amici, ma si sa, un legame così forte non può che tramutarsi poi in qualcos’altro.

I protagonisti di questo romanzo non sono certo persone facili da capire. Leggendo i loro pensieri bisogna districarsi tra dilemmi, aneddoti e filosofie. Bisogna capirli e capire come riescano a passare dal semplice esistere all’essere. Attraversiamo tutta la vita di Jules: le difficoltà dell’infanzia, l’insicurezza adolescenziale, i drammi dell’età adulta.

Jules ha saputo appassionarmi. All’inizio il libro procede lentamente, ma poi è impossibile staccarsi. Bisogna sempre saperne di più sul processo di crescita del ragazzo che cerca ancora il bambino dentro di sè. Si parla infatti nel romanzo del bambino che è padre dell’uomo.

Mi piacciono questi riferimenti alla letteratura e ai classici. La sua scrittura poi è scorrevole ma anche equilibrata e in alcuni tratti davvero sorprendente. Mi è piaciuta molto una sua frase:

Ho lanciato un grido al passato, ma non mi è giunta nessuna eco.

Ho creduto in questo autore sin dall’inizio e sono contentissimo di averlo fatto. Non è solo un altro bel romanzo, è un insegnamento di vita in formato cartaceo. Ti fa capire che non bisogna mai fermarsi alle apparenze e andare nel profondo delle cose. E che sì, indubbiamente ci saranno molti ostacoli nella vita ma anche gioie, perchè la vita è un gioco a somma 0, tutto si equilibra.

Concludo dicendo che è proprio vero che è più di una storia d’amore e mi complimento con l’autore e la Casa Editrice. 5 stelle meritatissime.

Alla prossima, Ca 😉

 

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