La luce sugli oceani

Ri-benvenuti; cerco di divincolarmi dal blocco dello scrittore e del lettore parlando di un film uscito da poco: “La luce sugli oceani“, invitandovi a guardarlo perchè veramente ma veramente bello. A questo si aggiunge un peró.

Procediamo allora per gradi.

La pellicola è tratta dall’omonimo libro, pubblicato per la prima volta nel 2012 ed edito da Garzanti. Personalmente non ho avuto l’occasione di leggerlo, peró dando un’occhiata alla trama posso dire che il film è super-mega-fedele e questo ci piace, vero? Sì che ci piace!! Poi vorremmo parlare degli attori protagonisti? Niente poco di meno che la dolcissima coppietta Alicia Vikander / Michael Fassbander. Non sapevo stessero insieme, l’ho scoperto in tv grazie ad una loro intervista, pochi giorni prima del film. Probabilmente la loro relazione avrà influito molto anche nell’interpretazione dei personaggi, perchè la storia è tutt’altro che felice.

Un altro gran pezzo d’attrice è Rachel Weis, anche lei premio Oscar, nel 2006.

La vita di questi tre personaggi sará intrecciata per sempre grazie e a causa di un raggio di luce. Raggio di luce in senso figurato ovviamente, perchè sto parlando di una dolcissima bambina, Lucy Grace. Lucy per la coppia Tom-Isabel (i personaggi corrispettivi di Michael e Alicia) e Grace per Hannah (Rachel Weis). Come è possibile che un bambino sia causa di malesseri e come è possibile che abbia duplice identità vi state chiedendo? È molto semplice la questione. Tom dopo anni prestati al servizio della nazione, ottiene un nuovo lavoro: guardiano del faro su di un’isoletta vuota, deserta. A popolarla vi sarà anche sua moglie Isabel. I due tentano di metter su famiglia, di allargare il proprio nucleo, ma senza troppo successo, fin quando un giorno accade qualcosa di bello. Quel qualcosa di bello è proprio Lucy; purtroppo, peró, a lungo andare questa gioia si trasforma in un incubo sia per loro che per Hannah. Non voglio rivelare altri dettagli, ma ci tengo a dire che le scene sono spunto di riflessione, la storia di partenza, ovvero quella architettata dalla scrittrice, è particolare, criticabile, fonte di dubbi e opinioni discordanti. A fine visione ci si inizia a domandare ma per amore una persona fin dove deve spingersi? È stato giusto coinvolgere una bambina innocente negli egoismi degli adulti, nella voglia di maternità a tutti i costi, stravolgerle l’infanzia e l’identità? Tante e troppe domande di questo genere a cui si puó rispondere solo essendo sinceri con se stessi. Mi farebbe piacere se lo vedeste per commentare insieme oppure se l’avete fatto non esitate a comunicarci i vostri pensieri.

Io sono qui, vi aspetto.

Un bacio,

Anto 🙂

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. illettorecurioso ha detto:

    Ho letto il libro quando è uscito e ricordo che mi era piaciuto molto. Se il tempo me lo permetterà, mi piacerebbe andare al cinema per vedere la trasposizione cinematografica!

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    1. Il film è fatto bene, probabilmente ti piacerà 🙂

      Piace a 1 persona

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